Aladino e l’Ape

In un Paese lontano lontano dall’essere un paese normale vivono da più di trent’anni Paola, una programmatrice appassionata di fumetti, e Daniele un sociologo fissato con la politica. Pur abitando a centinaia di chilometri di distanza il caso volle che i due si incontrassero.

In un caldo giorno d’agosto, dopo anni di stoica sopportazione delle filippiche politicanti del sociologo, Paola ebbe un’illuminazione:
“ma perché non ci mettiamo a far vignette!?”
Daniele, che in quel momento stava declamando un’esaltante teoria sulla crisi di cittadinanza indotta dallo scorporo nel sistema proporzionale andaluso, riuscì a cogliere la domanda e a rispondere entusiasticamente “Sì!!”, in un attimo di lucidità che ancora appare inspiegabile ai più.
Lanciatisi a gran velocità in un porta girevole ne uscirono shakerati e trasformati nei loro alter-ego satirici “Aladino e l’Ape” (qui ci vorrebbe un Ta-Dàn!).

Così, dopo un casting spietato che vide scartati pecore, struzzi, oche, case, lavatrici e quant’altro, apparve Rusko e mise tutto al suo posto, cioè nella pattumiera.

Rusko è un cassonetto (se vi chiedete perché fate un giro a Bologna), costretto come noi a trangugiare informazioni come animali all’ingrasso; informazioni da fonti misteriose, geneticamente modificate, quando non sono geneticamente modificati direttamente gli oggetti delle informazioni.
E allora Rusko, per non soffocare, ha pensato bene di riderci su… ha pensato che per riderci su è sempre meglio essere in due ed ha chiamato a raccolta tutto il mondo che gli passa davanti giorno per giorno.

Aladino e l'Ape

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